Visualizzazioni totali

venerdì 26 novembre 2010

La contestazione della legge Gelmini



Sta dilagando la contestazione della riforma dell’Università a firma Gelmini. In molte città universitarie la protesta va avanti nella molteplicità degli attori, che sono studenti professori e ricercatori.
Come si poteva pensare che per fare una simile riforma, bastava che un ministro buttasse giù un testo, politicamente coerente con le linee governative e venisse metabolizzato senza problemi da tutti gli interessati? Riforme di così largo interesse vanno preparate democraticamente con la partecipazione delle parti in causa e non si fanno piovere così alla leggera.
Noto anche che nei telegiornali si abbina sempre anche la protesta degli universitari inglesi che si son visti triplicare le tasse universitarie.
Ma le due cose non si possono affiancare come simili. Una cosa è aumentare le tasse e non si può andare a chiedere se son contenti di pagare le tasse, non avrebbe senso. Nel nostro caso viceversa si parla di una cambiamento molto profondo dell’organizzazione universitaria che dovrebbe partire dalla base, salvo poi confrontare i risultati con le linee di governo. Soltanto allora si può sperare in una partecipazione che conduca a un dibattito più semplice alla Camera e a un’accettazione più condivisa da parte degli interessati.
La stessa cosa sarà per la Giustizia. Se si fanno piovere provvedimenti che i magistrati non possono contestare su un piano di  discussione preliminare, avremo anche i magistrati sui tetti, e anche là forse Bersani salirà per far sentire che la sinistra c’è.

In due settimane si fa tutto!

Quando andavo a scuola, ricordo che c’erano alcuni miei compagni che studiavano regolarmente fin dal primo trimestre, facevano i compiti nelle vacanze di Natale, proseguivano in modo molto regolare e alla fine raggiungevano risultati discreti. Altri viceversa copiavano i compiti, si arrangiavano nei compiti in classe, lavoravano il meno possibile, erano impegnati parecchio in festini e scappatelle, facevano “berna” come si diceva in veneto, con molta facilità, erano ai margini nelle classificazioni e i cattivi voti del primo e secondo trimestre erano deludenti. Improvvisamente poi, alla fine dell’anno, si scatenavano, studiavano anche di notte, si facevano prestare gli appunti dai compagni di buona volontà e insomma si davano da fare per recuperare il terreno perso e gli insegnanti cominciavano a dimenticare come si erano comportati in passato, e così riconoscevano la ripresa di questi ragazzi e la premiavano con voti improvvisamente buoni, anche migliori di quelli dei metodici più regolari.
Ora assistiamo a uno scenario simile in campo politico. Ancora due settimane per recuperare il tempo perduto e poi gli esami del 14 dicembre. Gli episodi di Noemi e poi della D’Addario, le feste a luci rosse non solo non negate , ma millantate, gli incontri con Ruby, la telefonata in Questura per tirarla fuori dai guai, la sentenza di appello a carico di Dell’Utri che fatalmente tira in ballo situazioni passate imbarazzanti nei confronti della mafia di allora, i dubbi sull’utilizzo di società off shore per moltiplicare i patrimoni avvantaggiandosi con escamotages fiscali, e poi? Tutto dimenticato ormai. Quanto tempo è stato dedicato da Governo e Parlamento per trovare la legge ad personam accettabile per difendersi dai processi, e il processo breve, e il nodo Alfano, e il legittimo impedimento e che altro? E chi ci pensava alla riforma dell’Università, della Giustizia, ai provvedimenti a favore del meridione?
Adesso! Si fa tutto adesso. Questa è roba che in due settimane…basta e avanza. Che sarà? Mica sono problemi difficili questi! IL GOVERNO DEL FARE FA TUTTO! 

mercoledì 24 novembre 2010

Arroganza e mistificazione

Ieri mentre giravo in macchina a Montesilvano, avevo la radio accesa su Radio Radicale e con stupore, ma non troppo, riconoscevo la voce del nostro premier che in conferenza stampa rispondeva a qualche domanda posta da vari giornalisti. A chi si presentava come giornalista di Rai tre diceva: e si! C’è tele kabul! Noi non siamo tele kabul rispondeva la giornalista. Eh già! Voi siete peggio! A una domanda successiva se nel caso fosse chiaro che per il bene del paese lui dovrebbe fare un passo indietro e lasciare spazio a un altro presidente lui lo farebbe, rispondeva: Perché dovrei fare un passo indietro? Piuttosto dovrebbe farlo Fini che occupa il posto di Presidente della Camera pur avendo preso in mano le sorti di un nuovo partito e non essendo più super partes! Poche  ore dopo ha smentito di aver accennato alle dimissioni di Fini, altrimenti si insabbiaa un emendamento in discussione alla Camera.
Ieri sera, dopo aver accettato di entrare in tutto il suo splendore nella trasmissione di Flores per rispondere alle sue domande, Partiva col suo monologo difensivo e concludeva: io non rispondo alle sue domande (rivolto a Flores), SIETE DEI MISTIFICATORI! E metteva giù il telefono.
 Poco prima aveva anche parlato degli italiani che pagano il canone per un servizio pubblico che dà spazio a Flores al quale dice: la televisione non è sua, se lo lasci dire da uno che la televisione la conosce molto meglio di lei. E’ stato bellissimo il distacco elegante di Flores che sorrideva divertito e niente affatto sconvolto dalle parole di uno che per lo meno di Rai Tre non è ancora il padrone.

Superare il berlusconismo

Tutte le discussioni politiche sono articolate su una terminologia sempre più obsoleta che fa riferimento alla destra e alla sinistra. Sempre più queste parole fanno riferimento al passato più che a significati validi per il domani.
Gli elenchi presentati a Vieni via con me da Bersani e Fini non hanno mostrato significative differenze fra destra e sinistra, solo riferimenti poetici e generici molto belli a qualcosa che non c’è più.
Destra e sinistra in genere non sono usate senza premettere la parolina centro. Centro-destra e centro-sinistra, mentre Casini punta il dito verso il centro, ma si vede solo il dito e non una consistenza reale di centro, ormai anacronistica. Oggi potremmo dire che Fini è il centro-destra, Berlusconi il centro, Vendola il centro-sinistra e Bossi l’anomalia.
Oppure potremmo dire che Bossi è il centro del centro-destra con Berlusconi, ma potrebbe essere il centro del centro-sinistra con Bersani. Cosa cambierebbe? Al di là di queste classificazioni storiche in realtà abbiamo davanti agli occhi una realtà politica divisa fra conservatori e  innovatori.
A quello che sembrava il tormento del dibattito negli ultimi tempi (berlusconismo e antiberlusconismo) è emerso come un’onda anomala Saviano come testimonianza della verità. E quindi dieci milioni di telespettatori, parte pro Saviano e  parte contro Saviano. Il suo messaggio mi pare un messaggio di cambiamento e di innovazione. Naturalmente le forze conservatrici  lo rifiutano e guarda caso chi sono? Il Giornale, Libero e altri giornali filo berlusconiani. Una parte di italiani invece è stufa di risse in TV e vuole elenchi di cose vere, su cui contare e dai quali partire.
Conservatori e innovatori non solo stanno nel PDL ma anche nel PD. Una  parte di esso vuole conservare i valori e i volti storici della sinistra, un’altra parte vuole svecchiare i quadri e trovare argomenti di lotta attuali.
E’ proprio la parte innovativa del FLI e PD che mostra obbiettivi comuni, mentre la parte storica denota insanabili divergenze.
Se vogliamo andare verso il futuro dobbiamo battere la stagnazione delle vecchie politiche  e mettere insieme forze che al di là delle divisioni vogliono risolvere i problemi più urgenti. Il bipolarismo si potrebbe articolare così, tra conservatori e innovatori. Dove entrambe le componenti sono utili e necessarie e dove l’alternanza potrebbe avere un significato, che non sia quello di eliminare l’avversario, ma di dosare le forze in modo positivo per il Paese. Ma so bene che tutto questo per ora è pura utopia.

martedì 23 novembre 2010

Un Governo per la crescita

La notizia speciale di oggi è la disponibilità di Casini a formare un governo d’armistizio. Avevamo nel vocabolario tanti tipi di governo, l’ultimo il famigerato governo tecnico, ma governo d’armistizio mi sembra nuovo e carino.
Ma che significherà?
La Lega non mi piace , Berlusconi neanche, ma, per il bene del Paese… “ .Ma mi faccia il piacere! Giusto per rimettere al centro delle discussioni il testamento biologico e altri temi cari all’antiradicalismo.

Si mettessero attorno a un tavolo per risolvere problemi più urgenti. Capire assieme alla Marcegaglia, Montezemolo, Bonanni, altri sindacati di buona volontà e persone veramente interessate ai problemi che cosa fare per indirizzare le forze lavoro in modo produttivo, dare impulso a soluzioni originali e di facile sperimentazione per rimettere in moto la macchina produttiva verso linee nuove e di successo. Cosa lasciar cadere perché ormai perdente e cosa incrementare perché promette buona competitività anche nei confronti di mercati esteri.
Quali sono le competenze da privilegiare, come incrementare settori dell’agricoltura vincenti, visto che almeno la terra coltivata non si può trascinare in paesi stranieri. Come riutilizzare tanti terreni e tanti beni immobili abbandonati, come utilizzare al meglio la mano d’opera degli immigrati rendendola fonte di reddito anziché fonte di reati, clandestinità in primo luogo.
E l’energia? Cosa facciamo per incrementare il fotovoltaico che è la vera fonte vincente per il futuro, più che l’eolico su cui già hanno steso le mani le mafie e che comunque deturpa l’ambiente? Ci sarà un motivo se in Cina il fotovoltaico ha un incremento impareggiabile da qualunque altro paese del mondo! Insomma è possibile che non siamo capaci di trovare soluzioni inedite piuttosto che guardarci intorno e cercare qual è il paese che dobbiamo imitare? Dov’è finita la nostra creatività?
Per l’energia in particolare sappiamo solo rivolgerci al passato mettendo in cantiere grandi centrali nucleari, ormai senza futuro anche per i paesi che le hanno costruite quando erano ancora convenienti.
E le qualità manageriali di Berlusconi dove sono? Quando scese in campo sembrava che volesse metterle a disposizione del popolo  e criticava il teatrino della politica italiana. In realtà più che scendere in campo è entrato nel teatrino, e ne fa centro d’attenzione addirittura mondiale, mentre di iniziative sociali neanche l’ombra. Solo tagli male assestati.
Un aspetto di cui avrebbe potuto prendersi cura in quanto importante fattore di ripresa economica è il turismo. Che avrebbe comportato non solo prendersi cura del patrimonio artistico per evitarne la disgregazione, ma anche valorizzarlo per attirare turisti dall’estero. Per fare un piccolo esempio, in Abruzzo c’è un sito archeologico nell’area di Castelnuovo, il centro che fu interamente distrutto dal terremoto, Peltuinum, dove si può ricostruire la vita di una città dell’antica Roma e non solo, ci sono testimonianze anche della più antica civiltà vestina. Pochi italiani ne conoscono l’esistenza, Qualche visita viene dal nord Europa, specialmente dalla Germania, perché là trovano pubblicazioni dove se ne parla. Quando arrivano sul posto sono colpiti più che altro dal degrado e l’abbandono in cui tutto giace. Nulla facilita la comprensione e l’apprezzamento della storia scritta in quelle pietre. Basterebbe poco. Qualche tabella in bronzo, degli opuscoli, un po’ di pulizia. Questo è solo uno degli innumerevoli casi di incuria.
 In queste brevi note non posso scoprire quali sono le carte vincenti, ma sono certo che abbiamo i cervelli e i talenti per scoprirle, se soltanto lasciamo che si facciano avanti.

domenica 21 novembre 2010

Cercansi clandestini per lavoro nero



Nella lezione di Saviano sulla mafia, in Vieni via con me di lunedì 15 novembre c’era una considerazione che mi  sembra importante.
Le mafie per ottenere gli appalti al nord, non hanno difficoltà, non è necessario arrivarci con corruzione e irregolarità. Li ottengono applicando i prezzi più bassi, tanto non c’è problema a riciclarvi il denaro proveniente dal narcotraffico e così ripulire il denaro sporco. In questo immagino che sia importante che nella gestione dei lavori ci siano spiragli di uscite di denaro non controllabili. Ad esempio la mano d’opera. Se lavorano clandestini in nero, il denaro che serve per pagarli non apparirà nei bilanci e questa  potrebbe essere una via. Regolarizzare i lavoratori immigrati affinchè compaiano sui libri paga sarebbe importante!

sabato 20 novembre 2010

Chi scegliere? Mara Carfagna o Nicola Cosentino?




Mara Carfagna  ha confermato che dopo il 14, giorno in cui darà il voto di fiducia a Berlusconi, si ritirerà da ministro, dal PDL e da parlamentare e questo avverrà esattamente il 15 dicembre.
Noto che il problema non è superficiale, ma profondo e proprio nei suoi rapporti con il partito. Pare abbia parlato di guerra tra bande affaristiche e che non abbia mai accettato i comportamenti del suo partito nei confronti di Nicola Cosentino che pur accusato di pesanti reati è stato assolto e difeso sul piano politico. In Wikipedia, alla voce Nicola Cosentino, possiamo rivedere alcuni dei recenti fatti in cui lo stesso è stato coinvolto.

 

L'accusa di riciclaggio di rifiuti tossici

Nel settembre 2008 venne pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell'ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici, come emerse dalle rivelazioni di Gaetano Vassallo, il boss responsabile di disastro ambientale relativamente allo smaltimento abusivo di rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di politici e funzionari.
Il coinvolgimento di Cosentino è stato supposto sulla base della confessione di Gaetano Vassallo ai PM della direzione distrettuale antimafia napoletana:
Nel novembre 2009, dai magistrati inquirenti fu inviata alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere per l'esecuzione della custodia cautelare per il reato di concorso esterno in associazione camorristica[3][4][5]. La richiesta fu respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera.[6]
Il 28 gennaio 2010 la Corte di Cassazione confermò le misure cautelari a carico di Cosentino.[7] Il 19 febbraio la richiesta di dimissioni dagli incarichi fu respinta da Silvio Berlusconi.[8]
Il 22 settembre 2010 la Camera dei Deputati ha respinto con voto segreto l'uso di intercettazioni a carico dello stesso Cosentino volute dai pm di Napoli. La richiesta di voto era stata inoltrata per ulteriore fiducia alla Camera dal presidente della Commissione Bicamerale di controllo degli Enti di previdenza e del Comitato per la Legislazione, il finiano Antonino Lo Presti, dopo che la stessa commissione aveva detto no all'uso di intercettazioni.


Mara Carfagna non ci sta, in particolare perché questa vicenda tocca la sua Campania. Nel 2008 affermava che per lei sarebbe stato un onore candidarsi alla Presidenza della Regione.
Fatto sta che ora non ammette ritorni. Ha detto chiaramente ai vertici del partito: dovete scegliere , o me o Cosentino, punto.